La storia

Storia

Con il termine Cacciatore e sue varianti (ad esempio cacciatorino) si indicano “salami stagionati, di piccola taglia, tali da poter essere portati nella sacca del cacciatore, come piccolo pasto”.

Una denominazione al tempo stesso chiara e misteriosa.

Un’antica origine etrusca dei “salami dei cacciatori” – risalente a circa venti secoli fa e diffusa a tutto il resto del Paese dai loro immediati discendenti, i Romani –  giustifica la presenza di questi salami in tutta Italia.

Cacciatori e cacciatorini erano i salami che il cacciatore portava con sé, assieme al pane, durante le battute di caccia essendo un alimento particolarmente adatto a quest’attività con una giusta dose di grasso fornitore d’energia e di proteine nobili ricche d’aminoacidi ramificati era inoltre sufficientemente salato per sopperire alle perdite di sale conseguenza di lunghe ed intense corse per inseguire la selvaggina.

Questo tipo di salame era disponibile quindi in una forma “concentrata”, ma soprattutto aveva un sapore sapido e gustoso, per un’alimentazione adatta al cacciatore. Per quanto riguarda le dimensioni, esse dipendevano dalla previsione sulla durata della caccia. In ogni caso le piccole dimensioni, riunite in fila (filzetta) erano le più adatte e gradite, quasi come le moderne “confezioni monodose”.

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